DETRAZIONI FISCALI E BONUS AGGIORNATI AL 2026
Caldaia nuova nel 2026: quali incentivi fiscali restano e come ottenerli
Il 2026 segna una svolta nel panorama degli incentivi edilizi legati al riscaldamento domestico. La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) ha mantenuto le agevolazioni fiscali per la riqualificazione energetica, ma ha introdotto un’importante novità, che riguarda l’eliminazione delle detrazioni fiscali per le caldaie singole alimentate a gas. Pertanto, nel caso in cui stesse pianificando la sostituzione del vecchio impianto contando sui bonus storici dovrete fare i conti con uno scenario profondamente cambiato.
Stop agli incentivi per le caldaie a gas
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che le caldaie a gas non rientrano più tra gli interventi trainanti ai sensi dell’art. 16-bis del TUIR. Chi le installa non può usare il bonus mobili né accedere alle detrazioni Ecobonus come intervento indipendente. La norma è in linea con la Direttiva europea Case Green, che punta all’eliminazione progressiva dei combustibili fossili nel riscaldamento residenziale. Non è vietato acquistare una caldaia a gas, ma lo Stato non contribuisce più alla spesa.
Questo significa anche che chi aveva pianificato di rinnovare cucina o arredi contestualmente alla sostituzione con una nuova caldaia a gas dovrà rivedere i piani: senza un intervento trainante ammesso, il bonus mobili non scatterà.
Cosa resta agevolato: tre strumenti principali
Per chi sceglie tecnologie efficienti, il quadro degli incentivi rimane articolato e per certi versi più generoso del passato.
- Ecobonus 2026. Le detrazioni sono pari al 50% delle spese sostenute per le opere eseguite sulla prima casa e al 36% per tutte le altre unità immobiliari, recuperabili in 10 quote annuali uguali. Rientrano nell’Ecobonus le pompe di calore ad alta efficienza, i sistemi ibridi (caldaia a condensazione abbinata a pompa di calore) e le caldaie a biomassa con certificazione ambientale 5 stelle. Per i sistemi ibridi factory-made certificati, alcune fonti indicano una detrazione fino al 65%, ma il dato non trova ancora conferma ufficiale in una circolare dell’Agenzia delle Entrate: prima di procedere è opportuno verificare con un CAF o un commercialista.
- Bonus Ristrutturazioni (Bonus Casa). La detrazione IRPEF al 50% si applica su un tetto massimo di 96.000 euro per unità immobiliare. L’installazione della caldaia deve però essere parte di un intervento di manutenzione straordinaria o ristrutturazione dell’immobile, con pratica CILA o SCIA aperta: la semplice sostituzione ordinaria non rientra nell’agevolazione.
- Conto Termico 3.0. Si tratta di uno strumento diverso dagli altri: non una detrazione fiscale, ma un incentivo diretto erogato dal GSE, che può coprire fino al 65% della spesa entro limiti precisi legati a potenza, rendimento e tipologia di edificio. La richiesta va presentata sul portale GSE entro 60 giorni dalla conclusione dei lavori e l’importo arriva direttamente sul conto corrente, in un’unica soluzione o in più rate annuali. Per chi ha bisogno di liquidità immediata è l’opzione più vantaggiosa rispetto ai dieci anni di rimborso fiscale delle detrazioni.
- Bonus Acqua Potabile – Un altro incentivo poco sfruttato è il bonus acqua potabile, una detrazione fiscale pensata per ridurre il consumo di acqua in bottiglia. Consente di recuperare il 50% della spesa sostenuta per l’acquisto e l’installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento o addizione di anidride carbonica dell’acqua del rubinetto. Per le abitazioni private il limite di spesa è di 1.000 euro, quindi la detrazione massima può arrivare a 500 euro. Per ottenere l’agevolazione bisogna comunicare l’acquisto all’Agenzia delle Entrate tramite l’area riservata del sito entro il 28 febbraio dell’anno successivo alla spesa. La detrazione viene poi recuperata nella dichiarazione dei redditi.
- Bonus condizionatori 2026 – permette di detrarre dall’IRPEF le spese per acquisto e installazione di condizionatori a pompa di calore, solitamente al50% (casa principale) o 36% (altri immobili), in 10 anni. Le detrazioni riguardano interventi di efficienza energetica o ristrutturazione, con limiti di spesa e invio documentazione ENEA.
Quali tecnologie accedono ai bonus
Sono esclusi dagli incentivi 2026 tutti gli impianti alimentati esclusivamente a gas. Rientrano nelle agevolazioni le pompe di calore ad alta efficienza, i sistemi ibridi e i generatori a biomassa con requisiti prestazionali. Per questi ultimi, dal 2026 è obbligatoria la Certificazione Ambientale 5 stelle, insieme alla manutenzione biennale del generatore e della canna fumaria.
Come ottenere la detrazione: adempimenti essenziali
La procedura richiede attenzione ai dettagli formali. Tutti i pagamenti devono avvenire tramite bonifico parlante, con indicazione della causale, del codice fiscale del beneficiario e del riferimento normativo corretto: un errore nella compilazione può comportare la perdita definitiva del bonus. Non sono ammessi pagamenti in contanti o con altri metodi non tracciabili.
Per l’Ecobonus è obbligatorio inviare la comunicazione all’ENEA https://detrazionifiscali.enea.it/ entro 90 giorni dalla fine dei lavori tramite il portale ufficiale. Per alcuni interventi è richiesta anche l’asseverazione di un tecnico abilitato che attesti il rispetto dei requisiti tecnici previsti dalla norma.
Un elemento spesso sottovalutato riguarda il reddito: le detrazioni fiscali nel loro complesso sono soggette a un massimale annuo che dipende dal reddito del contribuente. La soglia a partire dalla quale si applica questo tetto è stata abbassata a 75.001 euro dalla Legge di Bilancio 2025, confermata anche per il 2026.
Cosa cambia dal 2027
Il 2026 è probabilmente l’ultimo anno con le aliquote attuali. Dal 1° gennaio 2027 è prevista una riduzione generalizzata su tutti i bonus edilizi: la detrazione per le abitazioni principali scenderà al 36%, mentre per le altre unità immobiliari si attesterà al 30%, come stabilito dall’art. 1, comma 22 della L. 199/2025 https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2025;199 . Chiunque stia valutando un intervento dovrebbe agire entro la fine dell’anno per sfruttare le condizioni più favorevoli.
